Dallo spazio alla medicina

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Sviluppata una nuova maschera per monitorare il sonno in ambienti estremi

Pubblicato: 12 maggio 2026 | Innovazione e ricerca

Si è concluso con successo il progetto di ricerca SOMNIIA monitor, coordinato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), con la partecipazione di Unibo, Unisalento e CETMA, dedicato allo sviluppo di soluzioni innovative per il monitoraggio del sonno in condizioni estreme, con particolare riferimento alle missioni spaziali.

Tra i risultati principali del progetto vi è la realizzazione di una maschera indossabile per la polisomnografia, progettata per acquisire in modo continuo e non invasivo i principali parametri fisiologici del sonno negli astronauti.

Un ruolo centrale nella validazione del dispositivo è stato svolto dal team dell’Università di Bologna, coordinato dal Prof. Matteo Cerri, con la partecipazione dei professori Roberto Amici, Federica Provini e Vincenzo Natale. Il gruppo ha condotto i test sperimentali necessari a verificare la funzionalità e l’efficacia della maschera, confermandone l’affidabilità nella registrazione dei segnali fisiologici del sonno.

Il sonno rappresenta un elemento critico per la salute e le performance cognitive degli astronauti. In condizioni di microgravità, isolamento e alterazione dei ritmi circadiani, il mantenimento di un sonno adeguato diventa una sfida operativa. In questo contesto, i sistemi tradizionali di monitoraggio risultano spesso complessi e poco adattabili.

La maschera sviluppata nell’ambito del progetto risponde a queste limitazioni grazie a un design leggero e integrato, che consente di effettuare una polisomnografia completa con un livello di invasività significativamente ridotto. Questo approccio apre la strada a un monitoraggio continuo del sonno anche in ambienti operativi complessi.

“I risultati ottenuti dimostrano la possibilità di coniugare accuratezza fisiologica e semplicità d’uso,” commenta il Prof. Matteo Cerri. “Si tratta di un passaggio importante non solo per le applicazioni spaziali, ma anche per la medicina del sonno sulla Terra.”

I risultati hanno attirato l’interesse dei media nazionali: un approfondimento dedicato è in uscita sul Corriere della Sera.

Il dispositivo rappresenta un primo passo verso soluzioni avanzate per il monitoraggio del sonno in ambienti estremi, con potenziali ricadute nei settori aerospaziale, clinico e della performance umana.