È successo alla Bologna City Run, la corsa di 5 chilometri che ha animato il centro storico durante il weekend della Termal Bologna Marathon, trasformando le strade della città in un grande spazio di incontro tra sport, cultura e ricerca.
Tra le migliaia di partecipanti c’era anche il ricercatore Marco Montevecchi, che per l’occasione si è fatto promotore della nascita di un gruppo interno alla Clinica Odontoiatrica, che ha partecipato attivamente all’evento.
La Bologna City Run non è una gara competitiva ma una corsa aperta a tutte e tutti, pensata proprio per sostenere la ricerca universitaria. I circa 3.000 partecipanti hanno permesso di raccogliere 15.000 euro destinati ai progetti dell’Università di Bologna, dimostrando che anche un passo alla volta si può costruire conoscenza e futuro.
Il gruppo cosi costituito e denominato “Clinica Odontoatrica UniBO” ha partecipato con entusiasmo, vivendo l’esperienza come un momento di condivisione che va oltre l’attività accademica. Correre insieme tra i portici e le piazze della città — con l’arrivo nella suggestiva Piazza Maggiore — ha ricordato a tutti che la ricerca non è qualcosa di distante, ma una parte viva della comunità. Per loro non è stata soltanto una corsa: è stata un modo concreto e simbolico per sostenere la libertà della ricerca scientifica e contribuire al fundraising dell’Alma Mater.
Accanto ai professionisti, si è distinta anche la partecipazione attiva degli studenti dei due corsi di laurea, che hanno contribuito con entusiasmo, rafforzando il senso di appartenenza e collaborazione tra tutte le componenti della Clinica.
In fondo, sport e cultura hanno molto in comune: entrambi richiedono passione, impegno e la capacità di guardare lontano. E proprio come nella ricerca, anche nella corsa ogni traguardo si raggiunge passo dopo passo.
Per il gruppo della clinica Odontoiatrica, la Bologna City Run è stata quindi molto più di una semplice partecipazione: è stata la dimostrazione che quando università, cittadini e ricercatori si muovono insieme, la conoscenza può davvero correre lontano.